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La sentinella di pietra

Visti da lontano sembrano due termini naturali di confine, uno marchigiano, il Simoncello, e uno toscano, il Sasso di Simone, che si fronteggiano e si accompagnano da millenni.

Difficile comunicare con una semplice descrizione lo spettacolare colpo d’occhio che offrono con il loro solido emergere rispetto al territorio circostante: non resta che guardare, avvicinandosi a poco a poco e godendo dei meravigliosi panorami che quest’avanzamento graduale offre. Il Sasso di Simone, come il suo eterno compagno, è costituito principalmente da un blocco di calcare che, come testimoniano i fossili, si è formato circa 15 milioni d’anni fa in un mare non profondo e poi, come altri analoghi e non lontani illustri frammenti, S. Leo, La Verna,

S. Marino, per movimenti geologici è scivolato fin qui. Il Sasso è gigante dai piedi d’argilla. La sua imponenza è minacciata, infatti, dalle argille su cui poggia, che determinano una condizione d’instabilità, ma che creano anche in alcune zone un affascinante paesaggio calanchivo, quasi una visione dantesca. La vegetazione, variabile come la morfologia, passa dagli estesi boschi di cerro che abbracciano il Sasso, alle praterie, alle rare piante pioniere dei calanchi argillosi, addolcendo o sottolineando i tratti crudi della geologia

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Il sasso di Simone e Simoncello
Il Sasso di Simone

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