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L'eterna primavera della prima valle disegnata dal
Tevere accoglie con un benvenuto di sole. Pieve Santo Stefano, primo
ponte sotto cui scorre il fiume sacro ai destini di Roma, Croce di
Guerra al Valor Militare e Città
del Diario, occupa una superficie di 155 chilometri
quadrati e i suoi
abitanti superano le tremila unità. Prossima all'estremità orientale
della
provincia di Arezzo e, quindi, della Regione Toscana, posta in un bacino
naturale a 433
metri
di altitudine sul livello del mare, è la prima conca
disegnata dal fiume Tevere, che nasce pochi chilometri più a nord, a
quota
1268 metri, nel versante romagnolo del monte Fumaiolo. Situata nel
centro
geografico della Valle Tiberina, il solo Comune di Sansepolcro la separa
a
sud dall'Umbria, le sole circoscrizioni di Badia Tedalda e Sestino la
separano ad est dalle Marche ed il solo «giogo di che Tever si diserra»
(Dante, Inferno, XXVII, 30) la separa a nord dall'Emilia Romagna.
Nel luglio del 1656 «fu proposto una devotione d'andare
processionalmente
tutto il popolo il giorno della vigilia della Natività della Madonna
Santissima alla Madonna dei Lumi da durare anni dieci». Sono trascorsi
quattro secoli, ma i Pievani, con immutato slancio e intatta devozione,
il
7 e l'8 settembre continuano a scendere in processione. Nel 1908 diviene
cittadino pievano Giovanni Papini, che sposa una ragazza di Bulciano.
Qui
Papini offre ospitalità in più occasioni a Prezzolini, Soffici,
Ungaretti.
Nasce, il 6 febbraio del 1908, il pievano Amintore Fanfani. Nel 1984, il
giornalista e scrittore Saverio Tutino partorisce l'idea dell'Archivio
Diaristico Nazionale, che raccoglie migliaia fra diari, memorie ed
epistolari: Pieve diventa, per l'Italia e l'Europa, la Città del Diario.
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