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Il Fungo d'Oro

Nei territori di Badia Tedalda e Sestino, fra le brume autunnali, le prime luci dell’alba scovano nei boschi misti di caducifoglie, intorno a piante isolate o ai margini di coltivi, le sagome in movimento di uomini e cani: sono i cercatori di tartufi. Questi preziosi funghi hanno una magica proprietà: si fanno trovare con l’aiuto della passione e della costanza e, una volta trovati, misteriosamente nessuno ricorda il luogo dove sono cresciuti. Un vecchio tartufaio di Badia Tedalda, occhi vispi sotto il cappello, baffi brizzolati e vanghino a tracolla, qualche anno fa raccontava come, giovane curioso, avesse imparato a conoscere le prime tartufaie: la domenica all’osteria, ascoltando ed interpretando i mezzi discorsi dei cercatori meno accorti, troppo desiderosi di vantare i propri successi nella ricerca del tartufo bianco. Questo fungo particolare, pregiato e molto costoso, dalla scorza liscia, dal giallo chiaro al grigio, che cresce sotto terra, stabilendo un rapporto di cooperazione nutritiva con piante quali il cerro,

il carpino nero, la roverella, il nocciolo, trova spesso proprio nei territori valtiberini, in particolare di Badia Tedalda, Sestino e Sansepolcro, le condizioni ideali per il suo sviluppo, vale a dire suoli calcarei, aereati, umidi e drenanti.

continua..
il tartufo
il tartufo

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