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La civiltà della castagna

Intorno a Caprese Michelangelo si estendono ampi castagneti. In questa parte di Valtiberina, più che in altre, il suolo ed il clima hanno permesso all’uomo di diffondere questa pianta davvero straordinaria, dalla quale, oltre alla castagna, le comunità rurali valtiberine ricavavano molti prodotti utili alle loro necessità: cesti e stuoie, manici per attrezzi, travi, pali, mobilio, barili, combustibile, tannino, “bugio”, ovvero terriccio prodotto dal disfacimento interno dei vecchi tronchi, foglie per gli animali e un particolare tipo di carbone, che i fabbri utilizzavano nel forgiare il ferro.

I boschi di castagno che noi incontriamo sono stati coltivati dall’uomo, alcuni per la produzione del legno, ricchi di fusti talmente densi da rendervi spesso difficoltoso il transito. La vera magia, invece, è percorrere quelli da frutto, con le maestose piante centenarie distanziate tra loro per favorire l’ampio sviluppo ad ombrello della chioma, con il sottobosco in sostanza libero da arbusti e cespugli.

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La civiltà della castagna
bosco di castagni

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